Il teatro e la scuola sono indubbiamente i luoghi in cui, maggiormente, per ruolo e per tradizione, si fa formazione, in cui la personalità dell’alunno si sviluppa utilizzando tutte le sue capacità emozionali, percettive, psicointellettive, realizzando la sua individualità nella comunicazione con l’altro. Il teatro permette di abbattere l’alto muro della timidezza, di una fragile e spesso insicura individualità, consentendo al singolo, compatibilmente con la sua disponibilità ad uscire allo scoperto, di farsi strumento di comunicazione a tutto tondo mettendo in gioco corpo, voce, mimica, gestualità, emozioni. Il teatro infatti ha una duplice dimensione: sociale ed estetica; possiede una serie d'obiettivi educativi e di finalità culturali, in quanto esperienza stimolante, sociale e socializzante (il teatro è socialità, scelta di stare insieme, conoscenza dell'altro e di sé) ed aiuta l'esercizio del giudizio, del ragionamento, affina lo spirito critico e stimola la sensibilità estetica. Inoltre, agendo sulle emozioni, tocca le corde più profonde della vita affettiva del soggetto, arricchisce gli strumenti linguistici, concorre alla formazione di una personalità armonica puntando sul divertimento

Un percorso di questo genere si amplifica in maniera efficace, organica, ottimale, se alla base si effettua un adeguato lavoro di interpretazione testuale, mediante il quale l’alunno, pur partendo dai propri “pregiudizi” iniziali, di fronte al testo fa esperienza di sé appropriandosi di un’esperienza del senso del mondo: un iter interpretativo che miri non all’evasione o alla divagazione dell’allievo ma alla rifigurazione del suo mondo reale, una volta ristrutturato il proprio spazio di esperienza.